COS’E’ L’ORIENTEERING?

L’Orienteering è uno sport che combina la corsa con l’esplorazione di un territorio. È caratterizzato da una gara a cronometro dove i partecipanti usano una speciale mappa dettagliata per scegliere il percorso e raggiungere i punti di controllo in un territorio spesso sconosciuto. Questo sport si può praticare sia in bosco che in città, sia a livello amatoriale (come se fosse un’escursione fuori porta), sia a livello agonistico. La disciplina più praticata è la corsa (C-O) ma esistono anche le varianti in mountain-bike (MTB-O), con gli sci da fondo (SCI-O) e la versione TRAIL-O (anche per portatori di handicap) dove non conta la velocità ma la precisione. È uno sport per tutti e per tutte le età, dai bambini sotto i 10 anni, ai veterani con più di 70 anni. L’ orienteering è quindi uno sport adatto a tutti: all’atleta per raggiungere un risultato agonistico, all’amatore e alle famiglie per divertirsi in compagnia e trascorrere una giornata all’aria aperta. La caratteristica peculiare di questo sport è la combinazione in perfetta armonia della prestazione fisica con quella mentale; sono infatti necessarie ottime doti di concentrazione, capacità di interpretazione della carta e del territorio, strategia e abilità di pianificazione per raggiungere il punto di controllo nel modo più veloce possibile rispetto alle proprie capacità fisiche. Tutto ciò rende l’ orienteering particolarmente adatto anche ad attività di team building. Inoltre, per la sua interdisciplinarità e per le sue funzioni educative, l’ orienteering è molto richiesto per corsi ed attività in ambito scolastico.

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Video da Youtube in materia cos’è l’orienteering: DVD FISO 2013 (25 minuti). E qui sotto un altro video che vi permette  di vivere in prima persona una gara di orienteering:

Informazioni importanti per esordienti

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ATTREZZATURA SPORTIVA PER LA PRATICA DELL’ORIENTEERING:

Questo sport non richiede grandi spese per l’attrezzatura e per i materiali sportivi. Il vero investimento lo ha fatto la natura mettendoci a disposizione l’ambiente-il paesaggio, che rappresenta il nostro campo sportivo.

ABBIGLIAMENTO: L’orienteering si può praticare senza nessun abbigliamento o materiale speciale, è sufficiente una vecchia tuta e un paio di scarpe con la suola scolpita. Gli atleti agonisti che ricercano il massimo risultato utilizzano invece dei materiali specifici.

SCARPE: Nelle gare in bosco le scarpe assumono molta importanza. Si tratta di calzature che devono essere robuste e nel contempo leggere, impermeabili e facilmente lavabili, con suola scolpita per “tenere” su ogni tipo di terreno. Hanno una conchiglia di rinforzo nella zona posteriore per proteggere il piede e preservare la durata della calzatura. Queste scarpe vengono prodotte nei paesi scandinavi ed hanno un costo analogo a quello di buone calzature da running. Un’alternativa più economica (e con qualche limitazione) può essere quella di utilizzare delle scarpe da calcetto. Esistono modelli specifici per la corsa  orientamento. Nelle gare in centro storico si calzano scarpe da podismo.SCARPE

BUSSOLA: La bussola serve essenzialmente a due scopi:orientare la carta ed indicare la direzione di marcia (azimut). Diventa indispensabile quando si hanno pochi particolari di riferimento sulla carta come le gare in bosco. In città è di poco aiuto. Un buon uso, unito ad una attenta lettura della carta, costituiscono gli ingredienti essenziali per ottenere dei risultati. Esistono modelli di bussola con lente d’ingrandimento, altre con contapassi, la ghiera può essere girevole o meno. Tutte hanno una scala graduata che tramuta i millimetri in metri in base alla scala adottata. Nella bussola l’elemento caratterizzante è l’ago magnetico, una piccola calamita che ruota liberamente attorno ad un perno.L’ago tende ad allinearsi col campo magnetico terrestre, in cui viviamo immersi; la sua direzione perciò non cambia quando ruotiamo la bussola, e diventa un riferimento importante per orientarci nel territorio. La parte rossa dell’ago indica il nord magnetico.Esistono diversi tipi di bussole, usate in vari ambiti e con scopi diversi.Le bussole usate nell’orienteering hanno particolari caratteristiche: base trasparente per poter leggere la cartina attraverso la bussola, l’ago magnetico è immerso in un liquido frenante che consente all’ago di mantenere una direzione stabile permettendo così la lettura in corsa. Poprio la stabilità dell’ago e la velocità nell’indicare il nord sono tra le più importanti caratteristiche di una bussola.bussola

TUTA DA GARA: Il primo accessorio dopo la bussola è la tuta da corsa orientamento, che oltre ad indicare lo status di vero orientista ha degli indubbi vantaggi. Essendo costituita da un tessuto di nylon molto leggero è traspirante, leggermente impermeabile e non molto costosa. Trattandosi di un prodotto appositamente predisposto per la corsa nei boschi non si lacera facilmente, è facilmente lavabile e asciuga rapidamente.  Nel bosco si corre con divise tecniche resistenti agli strappi. Per  proteggere gli arti dalle insidie del sottobosco. Nelle competizioni in centro storico si usa lo stesso abbigliamento tecnico delle gare podistiche. Nei capelli risulta di grande utilità una fascia per evitare che il sudore possa offuscare la lettura della carta. Ecco una tuta da orienteering: TUTA

TESTIMONE: E’ un cartoncino su cui vengono registrate le punzonature effettuate al passaggio per ogni punto di controllo. Su di esso, oltre al nome e la società sportiva, è indicato anche il tempo di partenza e la categoria del concorrente. Al termine della gara i giudici controllano le punzonature al fine di omologare la posizione in classifica. In caso di punzonature mancanti o errate l’atleta viene squalificato. E’ anche definito “cartellino di gara”. CARTELLINO

SI-CARD: E’ l’evoluzione del comune testimone. Presente ormai a quasi ogni gara. La si-card è una specie di piccola penna che racchiude un chip elettronico. Ad ogni punto di controllo l’orientista deve introdurla, per una frazione di secondo, in un particolare alloggio (stazione di controllo). Alla fine della gara saranno disponibili le classifiche di tutte le categorie con i tempi di percorrenza totali e per ogni tratta. Divertente il confronto con gli split degli altri concorrenti! Questo attrezzo viene fornito dall’associazione organizzatrice. O in alternativa chiedete all’associazione con la quale vi siete tesserati. SI CARD

 

ATTREZZATURA SPORTIVA DI SECONDARIA IMPORTANZA:

GHETTE: Le ghette servono a proteggere le tibie e i polpacci da rami, rovi, ortiche o altri oggetti bassi che possono ostacolare la corsa. Permettono pertanto di concentrarsi maggiormente sui propri obbiettivi senza curarsi troppo del sottobosco. In alternativa si possono trovare delle calze alte fino al ginocchio ed imbottite nella parte anteriore, oppure in alcune occasioni possono funzionare anche dei parastinchi da calciatore. Spesso disdegnate dagli atleti di altissimo livello.

GHETTE

LAMPADA FRONTALE: Indispensabile per le gare notturne. Ne esistono di vario tipo. Quelle molto potenti, utili per scrutare meglio il territorio circostante, potrebbero però abbagliare nella lettura della carta. Importante provarla in allenamento per determinare l’autonomia delle batterie, l’esatta collocazione e sopportazione dell’elastico nonchè la direzione più comoda del fascio luminoso.  Nelle gare di lunga durata prevedere delle batterie di riserva. LAMPADA LED

TAPING: Scotch speciale in grado di proteggere la caviglia su terreni sconnessi.

CURVIMETRO: E’ lo strumento che ci permette di misurare un percorso stando comodamente seduti a tavolino. Viene fatto scorrere, sempre nello stesso verso, lungo il tracciato. Il movimento della rotella mette in moto un indice che trasforma i centimetri in metri indicando con estrema esattezza la distanza planimetrica su terreno. Utile per conoscere i chilometri effettivi corsi in gara. CURVIMETRO

SPILLE: Nelle gare nazionali ed internazionali servono ad assicurare il pettorale alla parte anteriore della divisa di gara. Solitamente vengono fornite dall’organizzazione, ma non dovrebbero mai mancare nella borsa dell’orientista.

SPILLE

PENNARELLINO INDELEBILE: Non manca mai nella borsa del buon orientista. La punta deve essere rigorosamente fine, massimo da 0,5. Serve alla fine della gara per “ricostruire” in carta il proprio percorso effettivo comprensivo degli errori commessi.

SCOTCH DI CARTA: Anche questo oggetto non dovrebbe mai mancare nella borsa del buon orientista! Serve ad assicurarsi che i lacci delle scarpe non si sleghino in gara venendo a contatto con il sottobosco o con la bassa vegetazione. Per fare ciò è necessario fare dei giri di scotch intorno ai lacci.

Durante una gara di corsa orientamento capita di imbattersi in persone che utilizzano altri materiali specifici o indicati per l’orienteering. Capita quindi di imbattersi in zaini con seggiolino incorporato, grandi tende a tunnel, visiere anti-pioggia, occhiali anti-bosco fitto per proteggere gli occhi,..

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TERMINOLOGIA DI UNA GARA DI ORIENTEERING:

 

CARTINA: Una carta topografica è una rappresentazione convenzionale di una parte limitata della superficie terrestre. Non e’ una fotografia ma un disegno, un insieme di simboli che richiedono una “alfabetizzazione” per chi vuole imparare a comprenderne tutte le informazioni. Le carte di orienteering hanno una scala che varia da 1:4000 per le città a 1:15000 per le categorie più forti nelle gare “Long”. Solitamente si usano i formati: 1:5000, 1:7500, 1:10000. La cartina viene consegnata all’orientista al momento del via.  Sulla carta è indicato in colore rosso il percorso da compiere. Un triangolo rappresenta la partenza, dei cerchi indicano il punto in cui è messo il punto di controllo, un doppio cerchio è l’arrivo. Tutti questi punti sono uniti da linee che indicano il giusto ordine da seguire. Nel caso di gara a sequenza libera, potendo frequentare i punti di controllo nell’ordine preferito queste linee non sono presenti. I simboli usati nelle cartine sono convenzionali e riconosciuti a livello internazionale; in questo modo la cartina è comprensibile a tutti gli utilizzatori e l’orienteering può essere praticato da chiunque in tutto il mondo. In generale: il nero è usato per gli oggetti rocciosi (massi, dirupi, terreni sassosi), per gli oggetti “lineari” (strade, sentieri e recinti), e per tutti gli oggetti creati dall’uomo (ruderi, edifici); il marrone è usato per le forme del terreno, come curve di livello, cocuzzoli, fosse, scarpate; il blu è utilizzato per riprodurre tutti gli oggetti riconducibili all’acqua, come laghi, stagni, fiumi, ruscelli, paludi; il bianco indica il bosco, in cui un orientista può correre senza difficoltà; il giallo rappresenta la vegetazione – in particolare il terreno aperto e semiaperto. L’intensità del colore mostra quanto “pulita” sia l’area: giallo intenso per i prati, giallo chiaro per i pascoli con l’erba alta; il verde, di tonalità più o meno intensa, rappresenta la densità della vegetazione boschiva e quindi la ridotta percorribilità del terreno e le diverse possibilità di attraversamento dell’area. Inoltre, è usato per rappresentare particolari relativi al mondo vegetale, come alberi isolati, siepi, frutteti; il viola o il rosso sono utilizzati per segnare il percorso sulla carta. A volte, vengono usati anche per indicare le zone vietate (come terreni coltivati), o le zone pericolose, in cui non è possibile transitare. Per potere rappresentare su un foglio piatto i vari rilievi del terreno (colline, avallamenti, scarpate ….) vengono utilizzate delle linee chiamate curve di livello. Una curva di livello unisce i punti della carta che si trovano allo stesso livello. Il dislivello tra una linea e l’ altra si chiama equidistanza. Nelle carte da orienteering le curve di livello hanno solitamente un equidistanza di 5 metri (ciò consente di evidenziare anche le più piccole forme del terreno) e sono rappresentate in colore marrone.CART

RITROVO: Luogo in cui si fanno e si ritirano le iscrizioni alla gara, vengono esposte le classifiche, si effettuano le premiazioni e si parcheggiano le auto.

PARTENZA: Luogo in cui viene dato il via ai concorrenti dopo la verifica degli orari di partenza di ogni partecipante e viene consegnata la carta col percorso e la descrizione dei punti da raggiungere. Solitamente prima della partenza vi sono uno o più cancelli distanziati tra di loro di 1 minuto e che servono a gestire ordinatamente le partenza, si tratta della prepartenza. Il percorso tra il ritrovo e la partenza viene segnalato a cura degli organizzatori. Nelle gare promozionali la partenza molto più semplificata.

ARRIVO: Termine della prova cronometrata, ritiro dei testimoni gara. All’arrivo viene predisposto a cura degli organizzatori un posto di ristoro. L’arrivo è di norma vicino al punto di ritrovo.

LANTERNE: E’ un segnale a tre facce, realizzato con tessuto di nylon bianco-arancione di cm. 30×30 di lato, spesso appeso ad un paletto infisso nel terreno, posto in corrispondenza del punto di controllo. Le lanterne identificano il punto di controllo, cioè l’oggetto da ricercare, tutte le lanterne hanno indicato sul palo un codice numerico che permette di verificare se la nostra ricerca è stata corretta o ci troviamo in un punto diverso della carta, presso una lanterna di un altra categoria.

LANT

PUNTO DI CONTROLLO: Insieme alla lanterna sul palo di sostegno è posizionato un punto di controllo che serve per testimoniare l’effettivo passaggio del concorrente da tutti i punti a lui assegnati. Il punto di controllo può essere costituito da un punzone (diverso ad ogni lanterna), oppure dall’apparecchiatura elettronica che svolge lo stesso compito.

PUNZONE: Ogni punzone lascia una matrice univoca e va posizionato ad ogni punto di controllo. E’ indispensabile per comprovare il passaggio del concorrente in quel punto. In quasi tutte le gare il punzone è sostituito dalla si-card.

PUNZ

ISCRIZIONI: Le iscrizioni alle gare di corsa orientamento devono essere effettuate con alcuni giorni di anticipo rispetto alla data della manifestazione da parte degli atleti agonisti e dagli esordienti che si appoggiano ad una società sportiva. Di norma gli esordienti si possono iscrivere anche il giorno della gara fino ad un ora prima delle partenze. Gli esordienti possono gareggiare singolarmente o in gruppo (max 3 persone), per la partecipazione viene richiesta una quota d’iscrizione variabile a seconda del tipo di gara, con un importo compreso per le gare promozionali tra € 3 e € 4.

PRE-PARTENZA: Dal punto di ritrovo una apposita segnaletica indica la strada per recarsi alla pre-partenza. Il tempo necessario per recarsi dal ritrovo alla pre-partenza è segnalato presso il ritrovo, questo tempo è calcolato considerando una normale andatura al passo. Quindi con 2 o 3 minuti di anticipo sull’orario indicato sul proprio cartellino i partecipanti vengono chiamati e indirizzati alla linea di partenza. Prima di partire è possibile consultare delle cartine stampate con il triangolo che indica la partenza e quindi confrontare questo punto disegnato con la realta del terreno che ci circonda.

PARTENZA: Meno 5, 4, 3, 2, 1… Via! Appena scattato il minuto (e il secondo) della propria partenza ogni concorrente ritira da apposite cassette la cartina di gara della propria categoria con stampato il proprio percorso, infatti i concorrenti sono suddivisi in categorie a seconda dell’età e della difficoltà tecnica ed atletica del percorso. Persone che effettuano lo stesso percorso vengono fatte partire distanziate tra di loro.

PERCORSO DI GARA: Dopo la partenza ogni concorrente decide il percorso da seguire e le tattiche da adottare per giungere all’arrivo nel minor tempo possibile. Ogni categoria ha itinerari diversi, pertanto non bisogna fare affidamento sul passaggio di altri partecipanti. Nel caso non si sia più sicuri della propria posizione la prima regola da seguire è quella di ritornare sui propri passi sino all’ultimo punto noto e da lì riprendere la ricerca della lanterna. Trovatala e verificata la correttezza del codice si deve punzonare il testimone nella corrispondente casella. Le regole dell’orientamento non permettono di dare e chiedere informazioni ad altri concorrenti, ma nel caso di principianti (ovviamente senza arrecare disturbo a chi sta lottando col cronometro) ciò può essere tollerato.

ARRIVO: Dall’ultimo punto all’arrivo vi è un percorso fettucciato che deve essere percorso dai concorrenti. All’arrivo viene ritirato il testimone o la si-card (se presa a noleggio). Le carte di gara restano di proprietà dei partecipanti, ma in alcune gare per evitare che concorrenti non ancora partiti possano visionare il percorso prima della gara, le carte vengono consegnate solamente dopo la partenza dell’ultimo concorrente. Presso l’arrivo è predisposto un punto di ristoro.

DOPO GARA: Al termine della competizione si notano gruppi di atleti che scrutano le loro carte alla ricerca degli errori commessi e delle migliori scelte, si scambiano commenti e consigli, leggono e controllano i tempi parziali sui cronometri. Grappoli di persone si accalcano ai tabelloni dove sono poste le classifiche parziali man mano aggiornate. In base ai distacchi inflitti vengono calcolati i punteggi di lista base. Infine si effettuano le premiazioni, il nostro è uno sport “povero” e i premi non sono confrontabili con quelli di sport più ricchi, ma la gratificazione è comunque tanta. Anche questo è l’orienteering!

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LE ALTRE SPECIALITA’ DELL’ORIENTEERING:

 

SCI ORIENTAMENTO: Lo sci orientamento è la versione invernale della corsa di orientamento, in cui le scarpette sono sostituire da un paio di sci di fondo. Sostanzialmente le regole sono le stesse della corsa orientamento Invece di sentieri o prati si utilizza una fitta rete di tracce appositamente predisposte con il gatto delle nevi, tracce con diverso tipo di percorribilità sono evidenziate sulla cartina con una diversa stampa. In Italia lo Sci-O è ancora giovane rispetto alle lunghe tradizioni dei paesi nordici, ma il nostro movimento è in crescita e i risultati ottenuti eccezionali.

MOUNTAIN BIKE ORIENTEERING: La specialità della MTB-O è molto recente. Permette di apprezzare sia le doti atletiche ed equilibristiche della bike che quelle tecniche e di concentrazione dell’Orienteering. Unica importante regola, nel rispetto dell’ambiente, il divieto di uscire dai sentieri o di utilizzare quelli vietati. Anche in questa specialità solitamente le partenze sono a cronometro per permettere ad ogni partecipante di effettuare le proprie scelte e i propri errori in assoluta autonomia.

TRAIL-O, ORIENTAMENTO DI PRECISIONE: Questa disciplina permette anche a chi è portatore di handicap e non di godere delle bellezze dello sport dell’orientamento, di potersi confrontare in un ambiente naturale, di effettuare in autonomia le proprie valutazioni tecniche.

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